domenica 11 giugno 2017

Lago di Garda: il paese della carta


Ieri, al museo della carta di Toscolano, è stata inaugurata la mostra "Il paese della carta -

Tradizione e contemporaneità della carta giapponese attraverso le opere di Nobushige Akiyama"

Nobushige san è l'artista che tenne il workshop sulla fabbricazione di Washi, a cui presi parte ad aprile, e che gioiosamente s'è ricordato di me (piccole soddisfazioni).
La mostra è integrata benissimo nel museo della carta, in continuo dialogo tra la fabbricazione occidentale ed orientale.

Non solo per gli amanti di questo materiale, ma per tutti.









venerdì 12 maggio 2017

Maratona di carta

Rientro dopo 2 intensi giorni presso l'Accademia di Belle Arti di Como dove,  all'interno del corso di Restauro del Contemporaneo,  ho tenuto un seminario sul restauro della carta.  16 ore per condensare il TUTTO e fare l'occhiolino all'arte contemporanea.

Afona,  stanca,  ma soddisfatta. A prima vista i feedback mi sono parsi positivi,  la conferma l'avrò solo dopo che ho letto i questionari di gradimento. Non ora. Adesso meritato venerdì sera.

lunedì 8 maggio 2017

Mi riconosci? Sono un professionista dei beni culturali

Mercoledì 10 maggio alle ore 18.30 presso lo SpazioAref, Guido Cioni e Daniela Pietrangelo, attivisti di "Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali", presentano l'incontro PLaC - Patto per il Lavoro Culturale: presentazione a SpazioAref volto a sensibilizzare gli operatori e i cittadini sul tema del LAVORO CULTURALE.

La campagna PLaC è nata alla fine del 2015 dalla volontà di un gruppo di professionisti del mondo dei beni culturali di cambiare la realtà lavorativa del settore.

> L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti. > L'iniziativa gode del patrocinio della CGIL.

Grafici, artisti visivi, artisti della comunicazione, fotografi, l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia vi aspetta a SpazioAref mercoledì 10 maggio 2017 ore 18.30 – Piazza Loggia 11/f

grazie al BLOG!

Sto preparande le ennesime slides per un seminario, che nei prossimi giorni terrò presso l'Accademia Aldo Galli di Como.

Oltre a venirmi in aiuto quanto negli anni passati ho via via preparato ed usato, un GRAZIE infinito va anche a questo Blog.

Qualcuno tempo fa mi disse che pareva un pro-memoria, una sorta di diario di cantiere, dove man mano appunto le mie osservazioni, non solo per condividerle con gli altri, ma anche per fissarle per me. E' proprio così ed ora mi sta tornando molto utile ;-)

giovedì 27 aprile 2017

incongruenze

La scorsa settimana alcune mie ex alunne si sono laureate a pieni voti. Certamente meritevoli del loro punteggio e del loro titolo di studi. Ora sono, infatti, RESTAURATRICE DI OPERE D'ARTE.

Mi fa specie tutto ciò...Loro hanno il titolo, io ancora no, e non so nemmeno quando potrò ottenerlo.

Incongruenze

lunedì 17 aprile 2017

7 anni in Frammenti di Carta

 

Nei giorni scorsi mi domandavo quale fosse il mio sogno, non trovavo risposta, mi sentivo persa....ed oggi, a 7 anni dall'inaugurazione del mio laboratorio, so che i miei desideri risiedono qui, nel mio lavoro, che è passione e vocazione.



Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità.
(Thomas Carlyle)


Il lavoro non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c’è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stessi, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere.
(Joseph Conrad)

sabato 15 aprile 2017

Vaisakhi

Oggi 15 aprile è festa! 
Oggi è VAISAKHI, giornata importante per induisti, buddisti e sikh.

Pur non professando nessuna delle tre fedi, per me è un evento importante. Frammenti di carta ha sede in uno dei quartieri maggiormente popolati da Panjabi e Sikh, quindi, la festa è da me vissuta in pole position. Inoltre, 7 anni fa l'inaugurazione del mio nuovo laboratorio ha coinciso proprio con essa, ed ha, finora, portato bene, secondo lo spirito Sikh.



Ecco di cosa si tratta, grazie al racconto preso dal blog passo in India https://passoinindia.wordpress.com/?s=vaisakhi
"(...) commemora il giorno in cui, nell’anno 1699, il decimo Guru Sikh, Gobind Singh, ha istituito il Khalsa Panth, cioè l’ordine dei Puri, che detiene il potere temporale (civile, militare, esecutivo) nella comunità Sikh ed ha attribuito il potere spirituale non più ad una persona, come era avvenuto sino ad allora, ma ad un libro il Guru Granth Sahib.  In Punjab (qui la festa si chiama visākhī), la regione del nord India maggiormente abitata da noi sikh,  è quindi  tutta una grande festa. I fulcri religiosi più fervidi di questa festa sono il Talwandi Sabo, il luogo dove il Guru ha vissuto nove mesi completando la scritturazione del Guru Granth Sahib, il nostro libro sacro, il  Gurudwara (tempio) di Anandpur Sahib, cioè il luogo di nascita del Khalsa e il Tempio d’Oro di Amritsar. In realtà, ovunque ci sia un gurudwara, c’è stata una grande folla per pregare e leggere Gurbani, i precetti del libro, cantare kirtan e fare il bagno nella piscina del tempio.  Questa festa è anche l’occasione, per  gli agricoltori, di  ringraziare Dio di aver avuto un buon raccolto e pregare che il successivo sia altrettanto prospero; la sera quindi la gente si è divertita eseguendo la Bhangra, una danza che racconta la storia di tutto il processo agricolo, dalla lavorazione del terreno, alla semina, alla raccolta.  La regione da cui provengo, il Punjab, il cui nome significa “terra dei cinque fiumi” è chiamata “granaio dell’India” perché i prodotti derivati dalla sua fertile terra (riso, mais, grano…) approvvigionano tutta l’india, prevalentemente arida, e costituiscono la prima risorsa del Punjab. Potete quindi comprendere l’importanza di una buona riuscita del seminato. In ogni villaggio la festa va avanti con coloratissimi mercati, abili giocolieri, e avvincenti partite di Kabaddi"

BUONA SEMINA

E

BUON RACCOLTO A TUTTI!

sabato 8 aprile 2017

Restauratori/lavapiatti

Una professione meravigliosa quella del Restauratore, che ci distingue nel mondo..eppure in Italia attendiamo da 16 anni il riconoscimento della qualifica da parte del Mibact e nel frattempo, schiacciati dagli interessi prevalenti delle imprese edili, i lavori sono sempre meno e mal pagati. Il pensiero di arrendersi ogni giorno è dietro l'angolo! (Cit. A. Docci)

MAKING WASHI

Workshop “和紙 (WASHI), un mondo di carta”
L’associazione Fuji in collaborazione con il Maestro Akiyama Nobushige, artista a tutto tondo e specializzato in produzione di washi (carta giapponese) secondo il metodo tradizionale del Giappone, ha organizzato Sabato 8 aprile 2017 un workshop in cui abbiamo avuto la possibilità di conoscere la storia di questo tipo di carta e di produrla con l’aiuto degli strumenti tradizionali.

“In Giappone lo sviluppo della carta avvenne parallelamente alla diffusione del buddismo. Nel VII secolo la necessità di realizzare copie dei testi sacri e le esigenze dell’apparato burocratico del nuovo stato centralizzato alimentarono una forte domanda, tanto che la produzione della carta divenne una questione di rilevanza nazionale. All’inizio dell’VIII secolo fu fondata a Kyoto una manifattura statale di carta (Kamiyain) dove venivano lavorati con le migliori tecniche materie prime selezionate provenienti da ogni regione del paese.
La materia prima per produrre la carta in Giappone si ricava da tre specie vegetali: il kōzo della famiglia dei gelsi, il ganpi e il mitsumata della famiglia delle thymelaeaceae: di queste piante vengono utilizzate le fibre del libro.
Il materiale più diffuso è il kōzo. La sua coltivazione è semplice, i raccolti sono costanti e le fibre, lunghe da 8 a 10 millimetri, sono particolarmente adatte per produrre una carta resistente e durevole: per queste ragioni ancora oggi la maggior parte della carta giapponese washi è prodotta con il kōzo.
Il ganpi, della famiglia delle thymelaeaceae, sin dall’antichità è stata utilizzata per produrre la carta esclusivamente in Giappone; essendo diffice da coltivare ancora adesso si raccolgono esemplari selvatici. Le fibre sono corte, da 3 a 5 millimetri e se ne ricava una carta di grande bellezza, lucente e traslucida, caratterizzata inoltre dalla grana molto fine ma resistente dovuta alla viscosità delle fibre. Nel medioevo la carta di ganpi era chiamata, per il colore che ricorda quello delle uova, torinokokami (“carta dei piccoli di uccello”) ed era definita “la regina delle carte”.
Anche il mitsumata appartiene alle thymelaeaceae. Le fibre sono corte, da 3 a 5 millimetri. Deve il suo nome (“tridente”) alla caratteristica ramificazione. In Giappone è la materia prima principale della produzione di banconote.

RIF. COMUNICATO STAMPA



Chiaramente non ho potuto mancare, ed insieme all'amica cartaia Antonella Fanni, ho finalmente fabbricato un foglio di WASHI! Ora cercherò di farne degli altri impiegando i metodi provati e usando la materia prima recuperata dai ritagli dei vari fogli che normalmente uso e che negli anni ho gelosamente immagazzinato.

Di seguito qualche immagine della bellissima esperienza


BATTITURA DI KOZO
SFIBRATURA DELLE FIBRE DI KOZO


SCOLATURA
RIMOZIONE DEL TELAO


ASCIUGATURA DEL FOGLIO FINITO