domenica 19 marzo 2017

Nothing is impossible

Niente è impossibile,
nemmeno una vertebra rotta può fermarti,
se il tuo sogno è superare il guinnes dei primati facendo il giro del mondo in bicicletta.

Quanta forza, coraggio, determinazione e serenità ho sentito stasera nelle parole di Paola, nella sua presenza, nei suoi sogni




All'interno del libro, molto più di una dedica manoscritta; 
un motto di vita:

"Per non arrenderti mai.
Per ricordarti che i nostri limiti sono solo mentali.
Per continuare a sognare con testa, gambe e cuore sulle strade del mondo"







giovedì 16 marzo 2017

Profumo di pane appena sfornato...

Facebook mi ricorda questo pensiero di sette anni fa,  sempre persistente...

"Profumo di pane appena sfornato: mi ricorda quando facevo la commessa in forneria. La mia professione è, infatti, frutto di tanto studio ed esperienza, ma anche di svariati lavori, che nel tempo ho fatto per potermi mantenere e che, in qualche maniera, tuttora mi aiutano. La crisi economica, il mancato riconoscimento del titolo e l'aver ricominciato da capo da sola, 5 anni fa (oggi festeggio il trasloco!!!), sono certamente difficoltà per una professione complicata e un settore di nicchia."

domenica 12 marzo 2017

L'era della carta - Daniele Papuli

Da ieri, La galleria Colossi Arte contemporanea di Brescia propone la mostra di Daniele Papuli, anomalo scultore milanese, che per le sue opere preferisce la carta, alle tipiche materie prime. Avvicinatosi a questo prodotto in seguito ad un viaggio a Berlino, ove ne vide la fabbricazione, rimanendone affascinato per la sua "voluttuosa morbidezza, per il sapore ancestrale che stimola la percezione sensoriale".

Daniele ama la carta, la sente, ci dialoga.....

Per eseguire le sue opere, pertanto, sceglie accuratamente cartoncini di media grammatura, spesso li tinge personalmente e rifila a mano, sfruttando il taglio del foglio che, sapientemente domato, crea forme, luci ed ombre. Sono proprio queste ultime che dialogano con l'osservatore, attirandolo all'interno dei meandri e delle sinuose volumetrie che costituiscono le sculture.

Inutile dire che adoro il suo operato; ne sono rimasta rapita lo scorso anno. Finalemente ieri, all'inaugurazione della mostra, ho avuto la fortuna di conoscere Daniele e con lui dialogare, in una condivisione di sensazioni e di conoscenze. La carta è un materiale magico! Ora non vedo l'ora di andare a vedere il suo studio.....



"qui c'è la carta, sola, muta, senza parola alcuna e la poesia la fa la forma con cui è toccata, il colore non dato ma ad essa sostanziale e per il quale è scelta, e poc'altro ancora." cit. Raffaella A. Caruso








                                                            


per info: 
Colossi Arte Contemporanea
Corsia del Gambero, 13
25121 Brescia
www.colossiarte.it



 

sabato 11 marzo 2017

Piccole grandi gioie

Tornare a casa e trovare nella cassetta della posta un plico spedito da Cambridge,  contenente il catalogo della mostra dove sono esposte tre xilografie da te restaurate...

Ricevere la telefonata del cliente che ti fa i complimenti e ringrazia per il lavoro eseguito,  nonostante tu abbia tenuto via la sua opera per oltre un anno...

Piccole grandi gioie di un lavoro, che è la tua passione. Questo fa capire che gli sforzi per arrivare fin qua sono valsi la pena.

mercoledì 8 febbraio 2017

Sarenco addio

In questi giorni è mancato Sarenco, poeta visivo, bresciano di nascita, ma africano di Patria.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo, poichè suo figlio è stato mio alunno, nonchè veder molte sue opere, conservate alla Fondazione Berardelli.

La sua connessione con l'Africa è tangibile nei materiali, nelle iconografie e nella poetica. 
Lascia un vuoto, colmo di parole ed evocazioni.

http://frammentidicarta.blogspot.it/2015/04/i-70-di-sarenco.html



domenica 5 febbraio 2017

Clichè verre

Da quando la mia strada ha incrociato il mondo del restauro, gusto e vivo le mostre diversamente; osservo le opere indagando principalmente l'oggetto, perdendo il soggetto. Questo lo recupero solo in un secondo momento. Così la mia attenzione è in primis attirata dagli stati di conservazione, dai montaggi, dai restauri e dalle tecniche d'esecuzione. Acquisisco nuove informazioni, in un continuo e  infinito aggiornamento professionale.

Oggi alla mostra Dada ho incontrato una tecnica a me sconosciuta il clichè verre. Di questa ho trovato un'esauriente descrizione nel blog di http://ginodigrazia.altervista.org/ e che di seguito copio-incollo



La Gravure Diaphane  o Clichés-verre

Cliché Verre è una tecnica fotografica tradizionale, dove un artista di solito attira su di una lastra trasparente (di solito vetro) e quindi espone il risultato su carta fotografica. Il processo di Cliché Verre a cavallo del confine tra fotografia e incisione. disegni, dipinti su vetro in vernice o pittura ad olio, o graffiato in emulsione di una piastra appannata ed elaborata utilizzando un ago dell’ acquaforte. i risultati sono poi stampati o ampliati su carta da stampa fotografica.

Cliché-verre  dal francese, Cliché – vetro”, blocco stampa di vetro e’ una stampa manuale a pressione su una lastre di vetro (acidata) con processi fotochimici. è stato sviluppato intorno al 1855, la tecnica fu utilizzata principalmente da Camille Corot.  Dopo le prime sperimentazioni di Fox Talbot del 1839 e la prima apparizione ufficiale, nel 1851, di una caricatura di George Cruikshank ove era scritto “Etched on Glass” si conoscono le suggestive immagini degli artisti sperimentatori, Corot, Delacroix, i maestri di Barbizon, Rops, gli italiani Fontanesi e Borromeo, relativamente al XIX secolo, Man Ray, Tal Coat, Ernst, Brassaï, Tabard, Hirtzel, Stalder nel XX secolo*.

Il tipo più semplice di processo è da applicare su una lastra di vetro un rivestimento opaco (Ad esempio, asfalto)  e poi su questo strato fare un disegno. Dopo aver posizionato la lastra di vetro (in una camera oscura) su carta fotografica, la luce arriva all’esposizione  solo sui punti esposti, scavati con gli aghi di incisione sul supporto dell’immagine fotosensibile. Il disegno è inciso ed e’ visibile nero su uno sfondo bianco sulla carta fotografica.

Il blocco stampa di vetro (Chiamato anche Incisione Diaphan o cliché verre) è una tecnica grafica usata soprattutto nella metà del 19 secolo, quando tra gli artisti francesi essa era molto popolare.

Si tratta di un ibrido tra fotografia e disegno a mano. I fogli sono stampe fotografiche create da una negativa creata a mano. la produzione di stampe Questo tipo di stampa manuale non è una semplice sostituzione di altre tecniche come l’ acquaforte, la litografia o l’ incisione. La costruzione della piastra negativa è relativamente semplice, ma richiede elevate capacità tecniche per ottenere la produzione di fogli di stampe originali, che non sono né troppo chiare né troppo scure. Un fotografo esperto può – come un  tipografo specializzato nel settore della stampa – influenzare la qualità delle stampe.

Questa tecnica è stata molto popolare specialmente nel gruppo dei pittori paesaggisti di Barbizon, un villaggio nella foresta di Fontainebleau in Francia.

Il suo periodo di massimo splendore fu di breve durata. Rapidamente scomparve dal repertorio dell’artista e sembra che fosse in primo luogo la sperimentazione, il bisogno che ha animato ad usare il cliché verre.

Gli artisti più importanti che hanno usato questa tecnica furono: Camille Corot (circa 66 disegni), Charles-Francois Daubigny (circa 18 disegni), Jean-Francois Millet (due disegni), Eugène Delacroix ( 1 disegno). Nel 20 ° secolo sperimentarono con questa tecnica artisti come Picasso, Man Ray e Brassai.

Per produrre un cliché verre, una lastra di vetro è rivestita con uno strato opaco (spesso di colore scuro, inchiostro o collodio) (Kollodium). Può essere inchiostrata sopra la luce e posizionata su uno sfondo scuro, per meglio seguire il processo creativo.

Il disegno si ottiene graffiando con aghi di incisione sul rivestimento della lastra di vetro. Quando si tracciano le linee del disegno queste appaiono attraverso lo sfondo scuro aperte in bianco e nero.  Nei luoghi incisi la piastra è trasparente. Esposta alla luce su una  lastra di vetro rivestita fotosensibile con o una carta fotografica, il disegno inciso appare in positivo, il disegni e’ capovolto e in questo modo fotochimico puo’ essere riprodotto a piacere.

Nell’accezione originaria lastra di vetro rivestita di vernice nera o dipinta con vernici semitrasparenti o sensibilizzata e sviluppata dopo esposizione uniforme alla luce, sulla quale è possibile disegnare con uno strumento appuntito, successivamente utilizzata quale matrice negativa per stampe fotografiche a contatto o per ingrandimento, combinando manualità e processo fotografico consentendo all’autore di recuperare in toto il proprio ruolo creativo pur misurandosi con la tecnica di stampa fotografica e con le possibilità di esposizione dell’immagine che questa comporta. Messa a punto in lnghilterra tra 1835 e 1839 da William Henry Fox Talbot e dai fratelli W.E.F. Havell con J.T. Willmore, questa tecnica è stata praticata solo a partire dai primi anni cinquanta dell’Ottocento, dopo l’invenzione delle lastre al collodio, in particolare dal pittore J.B.C. Corot e da altri della scuola di Barbizon in Francia e dopo la metà Ottocento da A. Fontanesi e V. Cabianca in Italia. Il cliché-verre è stato più volte reinventato da autori diversi, tra cui Picasso (1932-1937), Brassai (1934-1935), F. Sommer (1857-1980) e dal fotografo italiano Nino Migliori (1950-1970).

Cliché Verre è una combinazione di arte e fotografia. In breve, è un metodo di incisione o, pittura o disegno su una superficie trasparente, come il vetro, carta o pellicola sottile e stampare l’immagine risultante su una carta sensibile alla luce in una camera oscura fotografico. Si tratta di un primo processo praticata da un certo numero di pittori francesi nel corso del 19 ° secolo. Il paesaggista francese pittore Camille Corot era il più noto di questi. Alcuni artisti contemporanei hanno sviluppato tecniche per realizzare una varietà di linea, il tono, la consistenza e il colore attraverso la sperimentazione di film, satinato Mylar , vernici e inchiostri e un vasto assortimento di strumenti per la pittura, incisione, graffio, allo sfregamento e imbrattare.   Cliché Verre è un termine francese. Cliché è un termine di stampa: un cast da lastra di stampa, mentre verre significa vetro.   Cliché Verre è stata una delle prime forme di riproduzione delle immagini prima dell’avvento della macchina fotografica. Come un precursore alla fotografia, Cliché Verre potrebbe rappresentare fedelmente la scena originale, senza le variazioni di tonalità disponibili nel campo della fotografia moderna.

E’ una tecnica fotografica in cui il fotografo incide l’immagine su un pezzo di vetro che è stato affumicato sopra con una candela.   Dopo che l’ artista disegna l’immagine, mette un pezzo di carta fotosensibile su di esso e lo lascia al sole, per cui l’immagine viene trasferita sulla carta. Un certo numero di stampe può essere effettuata utilizzando lo stesso pezzo di vetro.  Quando il vetro non e’ stato inciso, la carta risulterebbe più scura perché era in questi luoghi che la luce è in grado di passare attraverso il vetro e il colore della carta fotosensibile.

Cliché-verre , una tecnica ibrida, al confine tra fotografia e incisione. L’immagine viene disegnata con un bulino o altro strumento appuntito su una lastra di vetro rivestita con uno strato opaco di collodio e collocato su una superficie nera. Ogni colpo rimuove una striscia di collodio, e il disegno appare in nero in cui è esposto il vetro. Quando il disegno è finito, la stampa viene effettuata su carta salata come nella fotografia tradizionale. Il risultato è un disegno riproducibile con mezzi fotografici. La procedura è stata perfezionata c. 1853 dal fotografo francese Eugène Cuvelier (1837-1900), e utilizzato da pittori del Arras e la scuola di Barbizon (compresi amico Cuvelier di Camille Corot, Daubigny, Rousseau e Millet) tra il 1853 e il 1874. Varianti del processo sono stati utilizzati nel 20 ° secolo dal giovane Paul Klee, Man Ray , e Gyorgy Kepes

Questo processo è diminuito in popolarità dal 19 ° secolo, ma è bello vedere che gli artisti contemporanei sono ancora utilizzando questa tecnica. Courtney Johnson ha re-inventato questa tecnica per il 21 ° secolo;. l ‘artista dipinge sul vetro, scansioni in lastra di vetro come un negativo, e stampa poi il pezzo finale come immagine fotografica Nel contesto, l’opera descrive una transizione di tempo. Col passare del tempo il cambiamento paesaggi, i paesaggi di campagna diventata la città-paesaggi. I terreni sono comprato e costruito su. La rielaborazione della tradizionale tecnica Cliché Verre con il progresso tecnologico serve solo per evidenziare il passare del tempo.

Una volta era descritta come “ancella della scienza” ed è stata ignorata  come una forma d’arte valida. L’avvento della rivoluzione industriale era visto come “senz’anima”, così l’arte-forma nasce da nuove scoperte scientifiche e sono state respinte. Per fortuna, la fotografia è ora ampiamente accettata come una forma d’arte, ma prova che la storia dell’arte, della scienza e della fotografia è lungo e complicato.

Il disegno è graffiato su un pezzo di vetro affumicato, che viene posizionata su un foglio di carta sensibile ed esposto alla luce. L’area annerita del vetro funge da inchiostro, proteggendo il foglio sottostante dalla luce, quindi la creazione di linee nere sulla carta.

http://ginodigrazia.altervista.org/una-rara-tecnica-incisoria-il-cliche-verre-la-cosiddetta-gravure-diaphane/

Ammetto che se avessi tra le mani un'opera ottenuta con la tecnica del clichè verre, probabilmente, non la riconoscerei, ma forse, ora, potrei dubitarne l'impiego. L'arte moderna e contemporanea è piena di insidie, non solo per il supporto cartaceo costituito da nuove sostanze, ma anche da altri materiali di sintesi soprammessi: visitare mostre, fiere, studi d'artisti, laboratori d'artigiani, negozi di belle arti ecc.... è pertanto indispensabile per colmare le lacune ed acquisire più informazioni possibili. Non si smette mai di imparare, la curiosità e lo spirito d'osservazione sono parte importante della formazione.



I bambini stanno bene

Approfittando del Dadaparty, evento organizzato da Brescia Musei, in occasione dell'anniversario della nascita del Cabaret Voltaire, sono tornata a visitare la Mostra:




Romolo Romani era un ottimo disegnatore ed un genio assoluto, mancato troppo presto. Tutto il corpus di opere ha un sottofondo di inquietudine, ma nell'insieme e grazie all'allestimento semplice e caldo, la mostra è sorprendente, di classe ed evocativa






Nonostante i maufatti siano stati restaurati da più mani, con tecniche differenti e in tempi diversi (la maggior parte in occasione della mostra, una decina di pezzi qualche anno fa) si è riusciti ad ottenere una buona omogeneità, ed un indiscusso miglioramento dello stato di conservazione e della valenza estitica.



È stato un sollievo trovare "Il Credenzone" immutato, segnale di una corretta gestione dei parametri ambientali, è infatti molto sensibile ai cambiamenti termoigrometrici. 



È una soddisfazione rivedere i propri lavori a distanza di mesi, in ottime condizioni.





carte contemporanee

Secondo evento della rassegna internazionale E’CARTA Mini carte contemporanee, che vede la partecipazione di 125 artisti con opere dalle tecniche e dai contenuti più diversi, avendo come unico comune denominatore la carta. 
"E' sempre interessante risalire all'etimologia delle parole e l'etimo del termine carta è partilcolarmente significativo, si può infatti far risalire la parola carta al latino charta e al greco charasso che ha il significato di “incidere, scolpire” come si incidevano un tempo le lettere sulle tavolette di cera...E' da questa suggestione, unita alla naturale vocazione per la grafica d'arte e per le opere su carta, che nasce la collaborazione di SpazioMantegna con La Forza del Segno; entrambe le Associazioni sono accomunate dall'interesse e dalla volontà di promuovere l'incisione come pratica artistica, dove il segno e la carta diventano protagonisti e strumenti indiscussi dell'opera e dell'espressione. Grazie a questa Rassegna dal respiro internazionale la Carta diventa dunque un supporto privilegiato e prezioso, da preservare e da conservare." (Laura Di Fazio)
Artisti partecipanti: Antonella Agnello, Fabrizio Allegro, Antonino Attinà, Ariberto Badaloni, Francesca Bagnoli, Jean Claude Baiocchi, Orazio Barbagallo, Manja Barthel, Giuliana Bellini, Marisa Bellini, Antonia Benetti, Giovanni Blandino, Michael Bona, Marco Bonfitto, Mario Borgese, Milvia Bortoluzzi, Carla Bovi, Maria Piera Branca, Claudia Cabras, Antonia Campanella, Gabriele Canetti, Matteo Cannata, Anna Maria Caputo, Gianpiero Castiglioni, Cristine Cezanne-Thauss, Paolo Ciaccheri, Elena Chiesa, Malgorzata Chomicz, Sara Clemente, Valeria Clementi, Donatella Lolita Coli, Cristina Crescenzio, Graziella Da Gioz, Clotilde De Lisio, Fausto De Marinis, Angelo De Martin, Valentino De Nardo, Rita Demattio, Isa Di Battista, Laura Di Fazio, Fernado Di Stefano, Luciana Donofrio, Fausta Dossi, Fabio Dotta, Martina Dubini, Chiara Duzzi, Cor Fafiani, Babiscia Barbara Fallini, Elena Fodera, Gino Fossali, Monica Frisone, Elena Frontero, Lara Galli, Vanessa Galli, Priscilla Ganassini, Giulia Gentilcore, Mirella Gerosa, Martin Gerull, Cristina Ghiglia, Vittoria Giobbo, Alberico Gnocchi, Paola Grott, Eleanor Hofer, Hokan, Jarry Iris, Safa Kasaei, Francesco Lasalandra, Giulia Lazzaron, Caroline Louise, Federica Lucchini, Stefano Mammoliti, Italo Mapelli, Francois Marcadon, Mimma Maspoli, Marisa Massarelli, Pierfrancesco Mastroberti, Alfredo Mazzotta, Carla Meocci, Mina Mevoli, Maria Micozzi, Walter Milanesi, Marcela Miranda, Sara Montani, Montano Maria Grazia, Laura Moretto, Maurizio Carmine Muolo, Roberta Musi, Gunilla Oldeburg, Maria Antonietta Onida, Andrea Pacini, Beatrice Palazzetti, Cinzia Panarco, Susanna Pellegrini, Claudia Pierdomenico, Antonio Pilato, Melisa Pires, Dione Rabelo, Iva Rehova, Grazia Reiner, Nicola Romilio, Tinia Rugenbrink, Luigi Saiu, Silvia Sala, Andria Santarelli, Kadie Schmidt Hackenberg, Renato Sciesa, Filippo Scimeca, Salvatore Sebaste, Eugenia Serafini, Giuseppe Siliberto, Julia Smolenkova, Paola Soldà, Barbara Soterio, Alessia Stella, Carlotta Superti, Vinia Tanchis, Nel Ten Wolde, Fernando Tiboni, Gianfranco Tognarelli, Togo, Bianca Maria Vacher, Giuseppe Vadalà, Valentina Zanchin, Simoneta Zanuccoli.
I curatori
Antonia Campanella e Laura Di Fazio
Patrocini: Comune di Cassina de’ Pecchi, Comune di Elacourt (FR),
Organizzatori: Associazione La Forza del Segno (Cassina dè Pecchi) e Spazio Mantegna (Milano)
Gemellaggi: Associazione Gemellaggio Comune di Cassina dè Pecchi, Associazione Gemellaggio Ville de’ Elancourt (FR)
In collaborazione con: Maio, Spazio Mantegna, Acada Assculturale
Progetto e coordinamento: Antonia Campanella e Laura Di Fazio