s'inizia sempre così
la lastra è una superficie buia e sotto la mano su cui essa si posa è fredda
c'è distacco e indifferenza
quando l'ago incomincia a scalfirla il gesto è insicuro, timido e dissacrante insieme
ma un segno ne vuole un altro, a sostegno, e si procede
cautamente
lo strato bituminoso sollevato dall'ago si raggruma sugli orli, ed appare un riflesso:
il segno luminoso di un'acqua
poi, lentamente, lo zinco acquista un tepore, la sua temperatura e quella della mano si integrano, si livellano e il metallo perde la sua consistenza
e lievita
diventa cielo notturno, terra, laguna o lavagna della memoria
e l'occhio che segue il movimento della mano diventa la punta lucente di un bisturi
si l'occhio è lì, all'estremità della lancetta
non subito, naturalmente, e non sempre, ma il miracolo avviene
GIUSEPPE ZIGAINA
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