
un collage d'arte, colori, viaggi e passioni in carta, visto con gli occhi di una restauratrice sognatrice....
giovedì 29 settembre 2016
martedì 27 settembre 2016
TRAIT D'UNION
Chissà se Romolo Romani e Renzo Mongiardino si sono incrociati nel 1916,
quando l'uno moriva e l'altro nasceva.
A distanza di cento anni due mostre,
a Brescia e a Milano,
li ricordano.
Io sono il contemporaneo punto d'incontro.....
lunedì 19 settembre 2016
DADA e ROMOLO ROMANI a Brescia

BRESCIA 1916-2016: Cento Anni di Avanguardie
Museo di Santa Giulia
Brescia
Inaugurazione: 1° ottobre 2016
Apertura al pubblico: 2 ottobre 2016- 26 febbraio 2017
Dal 2 ottobre, al Museo di Santa Giulia di Brescia, apre il ciclo di mostre Brescia 1916-2016: Cento Anni di Avanguardie che i musei bresciani dedicano ai capolavori dell’Arte Moderna.
La mostra principale DADA 1916. La nascita dell’antiarte, realizzata in collaborazione con Università Cattolica e Accademia di Belle Arti Santa Giulia, è curata da Luigi Di Corato, Elena Di Raddo, Francesco Tedeschi e ha l’obiettivo di documentare, attraverso 270 opere e oggetti originali, la potenza creativa del movimento che ha sconvolto l’arte di tutto il mondo a cento anni dalla sua nascita.
In contemporanea viene presentata anche ROMOLO ROMANI 1884-1916 Sensazioni, figure, simboli, realizzata in occasione dei cento anni della scomparsa del grande artista milanese – ma bresciano d’adozione - che fu tra i firmatari del primo manifesto futurista e di cui i Civici Musei conservano ben 60 opere straordinarie che, dopo un minuzioso lavoro di restauro, saranno riproposte al pubblico a oltre venti anni dall’ultima esposizione.
Due mostre con un unico biglietto per valorizzare le collezioni futuriste e dadaiste, oltre che le opere di Romani, di proprietà dei Musei Civici dal 1962, quando furono acquistate per dare avvio al progetto di un Museo d’arte moderna per la città. Due esposizioni realizzate grazie alla collaborazione con istituti di formazione universitaria di eccellenza - come l’Università Cattolica, sede di Brescia, corso S.T.Ar.S, e l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia – i cui studenti hanno saputo cogliere a pieno titolo lo spirito creativo degli artisti loro coetanei di cento anni fa.
Brescia 1916-2016: Cento Anni di Avanguardie è un’iniziativa sostenuta da Comune di Brescia e Regione Lombardia, con la collaborazione di Bonera Group/BMW Dinamica e Marco SPA. Catalogo Silvana Editoriale, media partner nazionale Corriere della Sera.
Uffici stampa
Rossella Prestini, ufficiostampa@comune.brescia.it, +39 338 8948668
Alessandra Santerini,alessandrasanterini@gmail.com,+39 335 6853767

martedì 13 settembre 2016
Infrarossi
Da un mese sto lavorando su delle opere in carta molto complicate, sia per la natura e la tecnica esecutiva, sia per lo stato di conservazione ed i montaggi / interventi passati.
Oltre a metodologie diverse dal consueto, mi sto applicando anche con nuove strumentazioni, gentilmente ricevute in prestito da colleghe, che mai ringrazierò abbastanza per l'aiuto, la cortesia ed il supporto a me dispensato.
Tra loro un'alunna mi ha appena affidato la sua macchina ad infrarossi.... speriamo mi dia qualche risposta. Intanto io mi "diverto" scattando.

È inutile dire che, nonostante i dolori ed i grattacapi, il mio lavoro mi dà tanta gioia e mi sprona ad imparare.
Di questi tempi è, inoltre, rassicurante trovare tanta solidarietà tra professionisti dello stesso campo. Il gioco di squadra è il massimo.
venerdì 9 settembre 2016
giovedì 8 settembre 2016
Gentile Licia Zorzella
Siamo lieti di comunicarLe che la Sua richiesta di partecipazione al “Corso di introduzione alla conservazione e al restauro di documenti d'archivio giapponesi (il Progetto Marega della Biblioteca Vaticana)”, è stata accolta per i due giorni 5 e 6 ottobre 2016.
La aspettiamo il 5 ottobre nella sede della nostra Scuola di Biblioteconomia Vaticana, sita in Via della Conciliazione, 1 (per maggiori informazioni, consultare il programma QUI ).
Inoltre, il 6 ottobre, Le chiediamo di portare con sé, per lo svolgimento della pratica, i seguenti strumenti: stecca, pinzetta, forbici, pennelli piatti (larghezza 5, 10 e 20 mm), pennello tondo appuntito (tipo penna ad acqua).
Viste le numerose richieste ricevute, La preghiamo vivamente di voler comunicare al più presto una Sua eventuale rinuncia per concedere l’opportunità ad altri colleghi rimasti esclusi di subentrare.
In attesa di incontrarLa personalmente il prossimo 5 ottobre, La salutiamo cordialmente.
Il comitato di selezione.
giovedì 1 settembre 2016
martedì 16 agosto 2016
Leonisiarte:inaugurazione con sorpresa!
In concomitanza con i festeggiamenti della Madonna delle Mura e dell'Assunzione della Vergine Maria, la Fondazione Vittorio Leonesi, con sede a Puegnago nell'omonimo palazzo, ha inaugurato la mostra "Mater Dei, Da mistero rivelato a maternità come essenza".
Una collettiva di artisti ha indagato la figura di Maria, donna, madre ed icona di santità, realizzando opere, nelle tecniche a ciascuno più congeniali, a narrarne un racconto fatto di immagini, suoni e sensazioni, che si snodano e fondono tra i locali dello splendido palazzo.
Al seguente link http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Valtenesi)-Mater-Dei,-Da-Mistero-rivelato-a-maternità-come-essenza-38102.html si può trovare la ressegna stampa, l'elenco dei curatori, dei partecipanti e le informazioni tecniche per la visita
A corollario delle opere contemporanee citate, sono presenti anche una serie di manufatti antichi e moderni. Tra essi, con grande sorpresa, ho trovato "Virgo Lactans", disegno del 1960 di Jean Guitton, proveniente dalla Fondazione Paolo VI. Lo scorso anno, la pregevole opera è stata affidata, dal direttore della Raccolta Paolo Bolpagni, all'accademia Santa Giulia per essere restaurata, all'interno del corso di cui sono docente.
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| Jean Guitton, "Virgo Lactans", 1960. Olio su carta, 376x261 mm Per gentile concessione della Fondazione Paolo VI, via G. Marconi 15 - Concesio (BS) |
Nonostante il manufatto non mostrasse degradi complicati, l'intervento di restauro conservativo è stato piuttosto laborioso, in quanto, il supporto cartaceo, impiegato dall'artista, era di difficile manipolazione. Esso, infatti, era costituito da un cartoncino bianco di buona qualità, controllato da un altro, purtroppo, prodotto con pasta-legno. Inoltre, se il verso era molto fotossidato, rigido e poco resistente alla piegatura, il recto in miglior stato di conservazione, poteva essere minimamente toccato: qualunque mezzo tendeva a far modificarne la rifrazione superficiale, lucidandolo.
Grazie ad una meticolosa sensibilità, tanta pazienza e provando diversi materiali ed adesivi, si è riusciti a mettere in sicurezza l'opera e riordinarla in maniera assai soddisfacente, tanto che ora esposto alla mostra in corso su una parte tutta per sè.
Altro aspetto interessante del lavoro, è stato il preliminare studio della tecnica di esecuzione. Catalogato come disegno ad olio, mancava della tipica alonatura grassa della tempera, si è quindi ipotizzato si trattasse della versione moderna, lo Stance Oli, ottenuto da olio di lino sintetico, meno unto, e di cui ignoravo l'esistenza..... È anche per queste scoperte che amo insegnare, perchè è un continuo dare, ricevere e aggiornarsi!
Al di là di questa parentesi sentimentale, consiglio una visita all'esposizione, aperta il sabato e la domenica dalle 18 alle 21 o su appuntameto (leonisiarte@gmail.com): le opere sono molto interessanti e la location emozionante, con una bellissima vista del lago, della penisola di Sirmione, del castello di Padenghe e della campagna attorno.
lunedì 15 agosto 2016
il Giappone di Maraini
La Fondazione Cominelli non si smentisce mai, e come ogni anni espone, nelle sale dell'omonimo palazzo a Cisano, eccellenze della grafica; quest'anno è la volta di fotografie, taccuini e pensieri di Fosco Maraini, relativi ai suoi viaggi in Giappone.
comunicato stampa
Negli spazi del palazzo benacense si svilupperà un percorso che metterà in risalto la complessa e poliedrica figura di Fosco Maraini: etnologo, antropologo, orientalista, alpinista, fotografo, scritto-re, esploratore e poeta. La mostra, a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Nicola Rocchi, si focaliz-zerà sul legame profondo di Maraini con il Giappone, legame che ha inciso in maniera determinante su tutto il suo percorso esistenziale e culturale.
Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).
La mostra sarà realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.
All’interno del palazzo Cominelli verrà esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri docu-menti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mo-strano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati al-cuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi.
L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.
L’esposizione sarà incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.
Nella prima sala verranno raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.
La seconda sala sarà dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya - dell’arcipelago delle Nanatsu-to - e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel 1954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.
Nell’ultima sala verrà data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: saranno esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji - i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese.
“La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimo-nianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.
Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato intera-mente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi - Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significa-tivi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi.
Il Giappone di Fosco Maraini
Immagini, appunti, progetti
Inaugurazione: sabato 30 Luglio 2016 ore 18.00
30 Luglio 2016 - 2 Ottobre 2016
in collaborazione con:
Comune di San Felice del Benaco Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux
Sede: Fondazione Cominelli Via Padre F. Santabona, 9 25010 Cisano di San Felice del Benaco (BS)
Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Ingresso libero
Info: tel +39 338.60.60.153
info@fondazionecominelli.it
www.fondazionecominelli.it
Ufficio Stampa: Mariella Segala
mobile +39 347.97.36.323
www.esartcomunicazione.it
info@esartcomunicazione.it
Il rapporto di Fosco Maraini con il Giappone ha inizio alla fine degli anni ’30, quando si trasferisce nell’isola di Hokkaido per studiare l’arte, la religione tradizionale e la cultura del popolo degli Ainu. Da quel momento la sua vita professionale e privata si intreccerà profondamente con il Giappone, che sarà fonte inesauribile di ispirazione per documenti di vario tipo (libri, appunti, fotografie, etc).
La mostra sarà realizzata grazie al consenso delle eredi di Fosco Maraini e alla collaborazione del Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux di Firenze, cui lo stesso Maraini affidò la propria biblioteca orientale e i preziosi materiali prodotti nel corso della sua vita di viaggiatore e studioso: oltre 100 mila fotografie, i carteggi e la corrispondenza, i quaderni con gli appunti di viaggio e molte altre carte relative all’archivio di lavoro, gli scritti e le pubblicazioni, i documenti personali e familiari.
All’interno del palazzo Cominelli verrà esposta una selezione di fotografie, taccuini e altri docu-menti “giapponesi” di Maraini, oltre ai libri da lui dedicati al Giappone e all’Asia. Le fotografie, in bianco e nero, si riferiscono in particolare alla permanenza in Giappone negli anni Cinquanta: mo-strano templi, riti e cerimonie religiose, ritratti e paesaggi. Agli scatti fotografici sono accostati al-cuni dei taccuini sui quali Maraini annotava i propri appunti, accompagnandoli con schizzi, disegni e schemi.
L’obiettivo della mostra è di evidenziare inoltre, il composito metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità inesauribile e la pressante necessità interiore di comprendere a fondo la realtà.
L’esposizione sarà incentrata intorno a tre nuclei tematici, ai quali è dedicata una sala ciascuno.
Nella prima sala verranno raccolte immagini e agende con appunti e disegni relativi agli anni 1953-54: tutti materiali poi confluiti nel libro “Ore giapponesi” (1956), testo ancor oggi imprescindibile per chi desideri avvicinarsi alla cultura giapponese.
La seconda sala sarà dedicata alle fondamentali ricerche condotte sulle Ama, le pescatrici delle isole Hekura e Mikuriya - dell’arcipelago delle Nanatsu-to - e alle fotografie in cui Maraini le ritrasse nel 1954. Alcuni materiali documenteranno inoltre gli studi sui matsuri, le feste tradizionali giapponesi.
Nell’ultima sala verrà data testimonianza di un progetto a cui Maraini lavorò a lungo e non riuscì a concretizzare: saranno esposte alcune schede, parte del materiale preparatorio per un dizionario e un libro sui kanji - i caratteri di origine cinese utilizzati nella scrittura giapponese.
“La presenza sibillina, alchemica, bellissima degli ideogrammi” è il primo indicatore che segnala a Clé – il protagonista del romanzo autobiografico “Case, amori, universi” – che il viaggiatore sta “davvero saltando oltre i valli del mondo indoeuropeo”. E l’interesse per gli ideogrammi, insieme alla profonda fascinazione per la religione scintoista, sono una costante nel rapporto tra l’etnologo fiorentino e la cultura giapponese.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo contenente, oltre a numerose immagini, brevi testimo-nianze dei familiari sulla figura di Fosco Maraini e il suo rapporto col Giappone.
Questa mostra, inserita nel 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, con il sostegno dell’Ambasciata del Giappone in Italia e del Consolato Generale del Giappone a Milano, rientra nel programma espositivo che la Fondazione Raffaele Cominelli, per l’estate 2016, ha dedicato intera-mente al rapporto tra Giappone e Italia, e si aggiunge agli altri due eventi, dedicati rispettivamente alla mostra “Dialoghi - Gioielli contemporanei” e alla mostra “Eterne Stagioni” allestita al Museo D’Annunzio Segreto presso il Vittoriale degli Italiani, in cui si indaga il rapporto tra i più significa-tivi artisti visivi del panorama contemporaneo e gli antichi paraventi giapponesi.
Il Giappone di Fosco Maraini
Immagini, appunti, progetti
Inaugurazione: sabato 30 Luglio 2016 ore 18.00
30 Luglio 2016 - 2 Ottobre 2016
in collaborazione con:
Comune di San Felice del Benaco Gabinetto Scientifico Letterario G. P. Vieusseux
Sede: Fondazione Cominelli Via Padre F. Santabona, 9 25010 Cisano di San Felice del Benaco (BS)
Orari: sabato: dalle 17.00 alle 20.00 domenica: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00
Ingresso libero
Info: tel +39 338.60.60.153
info@fondazionecominelli.it
www.fondazionecominelli.it
Ufficio Stampa: Mariella Segala
mobile +39 347.97.36.323
www.esartcomunicazione.it
info@esartcomunicazione.it
lunedì 1 agosto 2016
Proroga....
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Avvisi/visualizza_asset.html_411569879.html
Commissione per la valutazione dei requisiti dei candidati all' acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali : Proroga per il termine dei lavori.
Commissione per la valutazione dei requisiti dei candidati all' acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali : Proroga per il termine dei lavori.
Il prof. Eugenio Vassallo, presidente della Commissione per la valutazione dei requisiti dei candidati all'acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali, ha chiesto una proroga per il termine dei lavori.
Tale proroga è stata concessa con decreto direttoriale n. 79 del 29 luglio 2016 e pertanto i lavori della Commissione termineranno il 30 giugno 2017.
E se noi di contro chiedessimo di prorogare il pagamento delle tasse, cosa farebbe lo Stato?
non ci sono parole per esprimere i sentimenti che ci pervadono.
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