mercoledì 15 giugno 2016

Colleghi_amici

Dopo la fine del laboratorio di restauro condiviso con altri tre restauratori e l'avvio nel 2010 del mio studio privato, le occasioni per ospitare altri lavoranti sono state esigue.

Senza nulla togliere al passato, riconoscendo i benifici derivanti dalla presenza di colleghi, e pur avendo rimpianto più volte l'assenza di diversi punti di vista e di mani che mi aiutassero a sollevare o movimentare oggetti pesanti e voluminosi, preferisco di gran lunga la dimensione ad uno.

In questi due giorni però, ho diviso "Frammenti di carta" con una collega restauratrice, venuta a prendersi cura di un dipinto, a lei affidato da un comune cliente. Questa presenza è stata edificante e sgravante alcuni aspetti valutativi l'effettiva riuscita degli interventi che stavo eseguendo. 

Alla fine il restauro non è una materia assoluta; oggettività e soggettività fanno costantemente a botte e talvolta è utile avere un arbitro imparziale a vegliare il round interiore.

Alla luce di tali considerazioni e sebbene non voglia assolutamente rinunciare  alla mia autonomia, auspico di poter rendere sempre più frequenti queste ospitate.

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