giovedì 22 agosto 2013

gli Zombie di via Gluck


 Riporto di seguito un articolo uscito sul Giornale di Brescia di oggi, che mi ha fatto scoprire un Museo interessante, non solo dal punto di vista cartaceo, ma anche per l'aspetto cinefilo che lo contraddistingue:



Vampiri, zombi e morti viventi abitano in via Gluck
A Milano una mostra sui film horror promossa dal Museo del Manifesto Cinematografico
Agosto con brividi in via Gluck, a Milano. Al civico numero 45, e cioè a pochi metri da quel n. 14 che il Comune ha ritenuto di celebrare con una targa, fresca di inaugurazione, a ricordo del «ragazzo della via Gluck», ha aperto i battenti «Vampiri, zombi & lupi mannari», la mostra che il Museo del Manifesto Cinematografico «Fermo Immagine» dedica agli agghiaccianti protagonisti di tante storie horror.
Anche il Museo, in un certo senso, è fresco di inaugurazione. Di proprietà privata, in un edificio industriale ristrutturato, con un patrimonio di 50.000 pezzi tra manifesti cinematografici, locandine, fotobuste e altro materiale, Fermo Immagine, che offre il suo archivio e i suoi spazi agli appassionati, ha avviato un programma di mostre cui accompagna proiezioni di film, incontri e altre iniziative (info: www.museo- fermoimmagine.it).
Questa, che è la seconda mostra dall’inizio dell’attività, celebra un filone, quello degli esseri crepuscolari e notturni e dei morti viventi, che dal suo primo apparire nel periodo del muto - nel 1922, con «Nosferatu» - fino alle più recenti variazioni sul tema, da «Twilight» a «The Wolfman» a «World War Z», ha sempre contato su una nutrita folla di cultori ed estimatori, e spesso su successi planetari.
Chi sono i vampiri? Chi, i lupi mannari? E gli zombi? Sono domande che pescano indietro nel tempo, nella storia - magari a partire dall’Ordine del Drago, istituito dall’imperatore Sigismondo nel XV secolo e di cui venne insignito Vlad II di Valac- chia (Dracul), padre di quel Vlad III che fu detto Dracula, cioè di Dracul - nelle tradizioni, come quella haitiana dei «morti viventi», nella letteratura, da quella popolare ai romanzi come «Dracula» di Bram Stoker (1897). Il percorso della mostra aiuta chi non è esperto a orientarsi nel labirinto dei significati, con l’aiuto anche di una ricca selezione di foto e di gadget d’epoca. Di assoluta contemporaneità invece sono le teste, una per «specie», ricostruite con gli speciali siliconi Smooth On in uso negli studi cinematografici, con cui Roberto Mestroni, allievo del mitico Carlo Rambaldi, mostra come un maestro del trucco può creare i mostri sul set.
Protagonisti del percorso da brivido sono soprattutto i grandi manifesti: da quelli d’artista, dipinti a mano, degli anni ’40 fi- no a quelli rivisitati con Photoshop (con tanto di spiegazioni per i profani, per farne apprezzare meglio il valore).
Sfilano così i Dracula più celebri, da quel- lo di Bela Lugosi del ’31 a quelli di Christopher Lee del ’58 e di Klaus Kinski del ’79 («Nosferatu») fino a quello 3D di Dario Ar- gento dell’anno scorso, accompagnati dal corteo delle possibili sfaccettature del te- ma: film ironici, come quello scritto da An- dy Warhol nel ’74 o «Tempi duri per i vampiri» di Renato Rascel (’59), parodie, horror sanguinari, o semplicemente di casset- ta, con tutte le possibili stirpi, prede, figlie, amanti, ecc. del vampiro. Fino alla saga di «Twilight», in cui un’accezione decisa- mente più sofferta e meno scontata del vampiro si incontra con l’altro personaggio crepuscolare anch’esso attualizzato, il licantropo. Gli zombi sono raffigurati da manifesti tra cui spiccano quelli della celebre trilogia di Gorge Romero («Zombi», «Il giorno degli zombi», «La terra dei morti vi- venti»), e che spaziano da Boris Karloff ne «L’isola stregata degli zombi» del ’32 a Will Smith di «Io sono leggenda» del 2007.
La mostra «Vampiri, zombi e lupi manna- ri. "Fermo Immagine"» a Milano, via Gluck 45, è aperta fino al 30 ottobre; orari: mart.-dom. 14-19, chiuso lunedì. Ingresso 8 , rid. 5 . Proiezioni, incontri, alle 21, ingresso libero.
Maria Fiorella