mercoledì 25 giugno 2014

ACIP - ASSOCIAZIONE CORNICIA ITALIANI PROFESSIONISTI

COME NON VOLER BENE A QUESTA RECENTE ASSOCIAZIONE NO PROFIT, CHE, GIUSTAMENTE, INCLUDE NELLE PROPRIE ATTIVITA' ANCHE METODI ADATTI ALLA CONSERVAZIONE, DANDONE SUL PROPRIO SITO SPIEGAZIONE?

ECCO, APPUNTO, UN ARTICOLO APPENA PUBBLICATO:


SI FA PRESTO A DIRE PASSE-PARTOUT
Riconoscere i materiali dei passepartout per fare le scelte giuste
I passepartout di cartoncino sono realizzati con diversi materiali, diversi spessori, anime di diversi colori e diversi trattamenti delle superficie.
A causa di marchi proprietari, termini vaghi e ingannevoli si possono avere problemi nel fare la giusta scelta per diversi utilizzi del passepartout.
Partiamo con l’esaminare  i materiali utilizzati nella produzione di cartoncino per passepartout.
I passepartout realizzati con carta prodotta da polpa di legno grezza o riciclata
sono generalmente chiamati passepartout di cartoncino. Il loro costo basso li rende ideali per incorniciare quando il costo stesso sia l’unico elemento preso in considerazione e non importi la conservazione nel lungo periodo del soggetto incorniciato.
I passepartout di cartoncino possono essere trattati con agenti candeggianti e sbiancanti per simulare lo smusso bianco dei passepartout di miglior qualità.
Questi passepartout con anima bianca non vanno confusi con quelli di qualità conservazione in quanto contengono ancora impurità, che danneggeranno l’opera d’arte nel tempo. Sono invece adatti per incorniciature decorative o temporanee.
Tutti i passepartout fatti con polpa di legno grezza contengono lignina, una sostanza naturale presente nel legno che agisce come una specie di colla che tiene insieme le fibre di cellulosa del legno. Con l’invecchiamento del passepartout la lignina irrompe e rilascia acidi causando l’ingiallimento dello smusso tagliato. Questo crea anche quel alone sul l’opera attorno al taglio della finestra. La carta dell’opera incorniciata diventa friabile  e debole.
Gli effetti della lignina possono essere controbilanciati dall’aggiunta di carbonato di calcio. Questo elemento alcalino innalza il Ph del passepartout e neutralizza gli acidi. Questi passepartout sono chiamati Acid Free o senza acido.
In ogni caso nel tempo questa riserva alcalina si esaurisce e il passepartout si ritrasforma in acido. Per questo i passepartout con assenza di lignina sono meglio quando si parla di conservazione. Anche questi possono essere tamponati con carbonato di calcio per bilanciare la naturale tendenza ad un Ph più basso. La leggera condizione alcalina creata con il tamponamento è sicura per lo per d’arte con qualche eccezione. Materiali che contengono proteine, come la seta, la pelle, la carta pecora e le foto al albume, beneficiano dalla condizione di Ph neutro, e i passepartout non tamponati sono in questi fasi una scelta migliore.
Esistono anche passepartout le cui fibre di legno sono trattata per rimuovere la lignina , arrivando all’alpha cellulosa. Sono considerati di alta qualità e sono un buon compromesso di prezzo.
Esistono anche i passepartout prodotti con cotone. Rag, come vengono spesso chiamati.
Alpha cellulosa e fibra di cotone sono chimicamente uguali e intercambiabili per l’incorniciatura. Alla lunga però i cartoni in fibra di cotone sono più longevi.
A prescindere che un passepartout sia di cotone o di alpha cellulosa, conta molto l’origine della dei materiali. Le fibre vergini sono importanti e se vengono utilizzati materiali riciclati, è importante che il produttore abbia un controllo sugli stessi.
Entrambi questi passepartout possono contenere un componente protettivo in forma di zeoliti, come materiale filtrante.
Consideriamo ora il fronte e il retto di un passepartout. Il livello frontale è l’elemento decorativo del passepartout ed anche se non a diretto contatto dell’opera deve essere chimicamente stabile, resistente alla luce e allo scolorimento. Lo stesso si dica per lo strato posteriore, che è a diretto contatto con l’opera incorniciata.